Vin Brulè o Conditum Paradoxum

Vin Brulè o Conditum Paradoxum

Tra i piaceri dell’inverno, oltre alle lenzuola di flanella o ad un piatto di agnoli in brodo,

-magari aggiungendo del lambrusco nel piatto-, c’ è sicuramente il Vin Brulè ( vino bruciato ).

Ovvero la tipica bevanda calda invernale, a base di vino e perfetta per riscaldarsi.

Ricetta ideata dai frati (ne sanno sempre una più del diavolo!) nel basso medio evo.

Qualcuno vuole farla risalire addirittura fino al 30 a.c. quando i romani aromatizzavano il vino con zucchero e spezie.

Allora lo chiamavano Conditum Paradoxum , se ne parla nel De re coquinaria, una raccolta di ricette del primo gastronomo che la Storia ricordi, Marco Gavio Apicio (25 a.C.-37 d.C.), patrizio romano contemporaneo di Tiberio e maestro di arti culinarie.

In base a quanto ci ha tramandato Apicio, il Conditum Paradoxum era un vino dolcificato con abbondante miele, scaldato a più riprese e aromatizzato con pepe, foglie di nardo, zafferano e datteri. Generalmente veniva offerto agli ospiti alla fine del pasto.

Il Vin Brulè , oltre ad essere buono e soddisfare quindi il nostro palato, è anche salutare, ha effetto decongestionante ( raffreddore ), i suoi tannini svolgono un’azione antivirale, i chiodi di garofano sono potenti antibatterici mentre le scorze di limone sono antisettiche e balsamiche. Ma non dimentichiamo che il vin brulé è anche una bevanda ristoratrice e corroborante a cui ricorrere contro il rigore delle fredde serate invernali. Nelle regioni del nord Italia e della Germania esiste anche la versione fatta con vino bianco Chardonnay o Pinot Bianco.

Come per ogni piatto o bevanda antica e popolare, non esiste una ricetta ufficiale.

Ingredienti possibili da aggiungere per creare del buon Vin Brulè

Al vino, che dovrebbe avere una buona gradazione, visto che dovrà essere scaladato, si possono aggiungere chiodi di garofano, cannella , noce moscata, scorza di limone, arancio o mandarino, mela, anice stellato.

Alcuni consigliano di non farlo bollire ma “cuocerlo” a fuoco lento.

Per i più pigri esistono anche bustine, come quelle del te, contenenti già le spezie per l’uso, da immergere nel vino.